NO AL BAVAGLIO ALL'INFORMAZIONE



Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige valuta con grande preoccupazione la proposta di legge di regolamentazione dell’attività giornalistica, comunemente noto come ddl intercettazioni. 

Dietro l’alibi della privacy si sta nascondendo un pesante attacco alla libertà di stampa, non giustificato da alcuna vera violazione di legge. 

Per noi la libertà di stampa è libertà di stampa senza puntini di sospensione, come esiste in tutte le democrazie del mondo. Non esiste una libertà di stampa sotto tutela di un governo, perché è evidentemente una contraddizione in termini. In Cina, a Cuba, in Russia o in Corea del Nord i governi decidono che cosa devono scrivere i giornalisti. Ma noi non siamo nella Russia di Putin. I giornalisti già conoscono e già hanno norme severe sia deontologiche, sia penali, che disciplinano la loro attività. 

Non accettiamo nemmeno la foglia di fico dell’allarme sulla privacy violata dei cittadini, perché nessun cittadino è stato violato nella sua privacy, né intercettato e tantomeno - va da sé - i particolari della vita privata di un comune cittadino è finito sui giornali. 

Questo disegno di legge è palesemente anticostituzionale perché viola il principio del diritto all’informazione di tutti i cittadini. 

Ci uniamo quindi al mondo della magistratura, delle forze di polizia e a tutto il mondo dell’informazione che hanno già messo in evidenza tutte le storture di una proposta pensata per fermare le indagini sui potenti e per fermare le informazioni sui comportamenti deviati dei potenti.


 

Il consiglio dell'Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol