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Indagine nazionale dell’Ungp sul futuro della professione

4 Febbraio 2021

L’iniziativa è maturata nel corso degli ultimi mesi col proposito di reagire anche con strumenti per noi inediti, alla forzata inattività dovuta alle misure di restrizione e alla ridotta comunicazione fra regione e regione in seguito alla diffusione del virus Covid-19 che ci ha colpito ormai da un anno. Il questionario, proposto dalla collega Patrizia Disnan, componente del Comitato esecutivo nazionale, è stato definito grazie alla collaborazione della professoressa Laura Rizzi, docente di Econometria presso il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università degli Studi di Udine, che ci assisterà sotto il profilo tecnico nella fase di raccolta e analisi dei datiLa compilazione del questionario richiede tra i cinque e i dieci minuti. Il sistema informatico consentirà a chi avrà compilato, anche in forma anonima, il questionario, di metterlo direttamente a disposizione del Dipartimento universitario che curerà l’elaborazione dei dati.

La rappresentatività delle risposte al questionario è legata al rapporto fra il campione che sarà raggiunto dall’iniziativa e l’intera platea dei soggetti interessati. Per questo, l’Ungp sollecita la collaborazione dei Gruppi regionali, della Fnsi e delle Associazione regionali per la maggior diffusione possibile del questionario, che si può ottenere grazie alla pubblicazione del presente appello sui rispettivi siti ufficiali, con l’indicazione del link che rinvia al testo del questionario.

 

Se l’iniziativa avrà il successo che ci auguriamo, la stessa modalità di consultazione potrà essere utilizzata per sollecitare pareri, opinioni e proposte delle pensionate e dei pensionati, iscritti o meno al sindacato, sui temi che più da vicino ci riguardano come giornalisti in quiescenza e più in generale come componenti di una categoria professionale che rivendica una propria autonomia e soggettività sociale.

Siamo consapevoli delle difficoltà che in questi mesi la nostra categoria sta attraversando, di cui la crisi dell’Inpgi è una conseguenza. I diritti dei lavoratori sono stati erosi, il sindacato è sotto attacco, il precariato dilaga, l’emorragia dei posti di lavoro non si ferma. C’è bisogno di progetti innovativi, che partano dalla base e si avvalgano dell’apporto di tutti. Servono iniziativa e partecipazione. Noi pensionati mettiamo in cima alle priorità il futuro della professione e il destino dei giovani colleghi e colleghe, in un’ottica di collaborazione fra le generazioni. Fare di più meglio, insieme, si può, si deve. Siamo tanti, noi pensionati, ancora molto giovani per effetto dei prepensionamenti. Rappresentiamo una forza da mettere in gioco, una nuova leva a disposizione di tutti, e per questo abbiamo bisogno delle indicazioni dei nostri colleghi. Anche delle tue!